L’entroterra siculo nasconde gioielli ben più preziosi dei diamanti. Sono quei luoghi, incastonati fra le colline e lontani dal brusio delle città, capaci di riportare a uno stato di quiete dell’anima. Fra questi, il piccolo borgo di Ciminna, che spicca come un gioiello ricco in sé di storia, arte e natura.
Fra le colline della Valle del Milicia, a soli 30 km da Palermo, la rinominata “Palermo la Nica” incanta per quattro elementi distintivi: la sua storia millenaria, le sue architetture con edicole votive, fontane e piazze, la ricchezza d’arte e il paesaggio naturale mozzafiato.
Nata come insediamento romano – come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nella zona – Ciminna ha vissuto, nel corso dei secoli, il susseguirsi di diverse dominazioni tra cui quella araba e normanna, che hanno lasciato tracce indelebili nella cultura e nell’architettura locale.
La sua ricchezza artistica è il frutto anche delle numerose opere di celebri pittori e scultori del XVI e del XVII secolo come Simone di Wobreck, Scipione Li Volsi, Pietro Novelli, Vincenzo La Barbera, Geronimo Gerardi, Filippo Randazzo, Vito D’Anna, i Gagini, i Li Volsi, B. Valenza, Filippo Quattrocchi e Antonino Barcellona. Molti anche gli artisti e i personaggi illustri nati a Ciminna, fra cui Francesco Giganti, Melchiorre Di Bella, Vincenzo e Don Paolo Amato, interprete del Barocco palermitano della seconda metà del Seicento, Padre Pasquale Sarullo, antropologo Vito Graziano e i compositori Maestro Antonino Cuti e il Maestro Gabriele Bonanno.
Passeggiando per le strette vie, tra vicoli tortuosi e chiusi, si rimane incantati dalle chiese barocche, come la Chiesa Madre di Santa Maria Maddalena, che custodisce preziose opere d’arte e affreschi secolari, con la sua facciata barocca e le statue di San Simone e San Vito.
La Chiesa di San Francesco d’Assisi, risalente al XVII secolo, è unica per la presenza di sette cupole minori e una maggiore. L’altare ligneo del 1705, realizzato da maestranze palermitane, è un capolavoro di intaglio e decorazione. Il reliquiario del 1704, opera di Giacomo Brugnone su disegno di Paolo Amato, è un esempio di raffinata oreficeria. La Chiesa di San Giovanni Battista, detta del Crocifisso nero, situata a valle dell’abitato. Infine, la Chiesa di San Francesco di Paola fu decorata nel 1760 dal pittore ciminnese Vincenzo Di Bella e offre affreschi ispirati al Vecchio e Nuovo Testamento.
Un cenno anche alla Biblioteca Comunale, dedicata allo storico ciminnese Francesco Brancato, sita nei locali nell’ex Convento di San Francesco d’Assisi con annessa Biblioteca Cappuccinorum (sec. XVI-XIX) che custodisce un incunabolo del 1492, dal titolo Supplementum Chronicarum.
Oltre al fascino barocco delle chiese, alle tradizioni religiose e alle opere d’arte, è la natura ad offrire il più bel capolavoro. Infatti, il territorio circostante Ciminna è caratterizzato da colline verdeggianti, uliveti e vigneti che si estendono a perdita d’occhio e che offrono percorsi escursionistici tra i sentieri che vi si snodano.
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Proprio nella Valle del Milicia esistono numerosi sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta, permettendo di immergersi nella tranquillità della campagna siciliana, con viste panoramiche sulla valle sottostante. Gli amanti della fotografia troveranno in Ciminna scorci suggestivi da immortalare, mentre gli appassionati di birdwatching potranno osservare diverse specie di avifauna locale.
Ciminna rappresenta una meta ideale per chi desidera scoprire un angolo autentico della Sicilia, dove storia, arte e natura si fondono in un’esperienza indimenticabile.

