La Sicilia è senza dubbio teatro di bellezza e nel raccontare i cambiamenti sociali dell’isola, i luoghi diventano protagonisti nelle parole di musicisti, poeti e scrittori siciliani che l’hanno narrata: fra questi Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Duca di Palma e Principe di Lampedusa, che ha interpretato un momento storico preciso della Sicilia – quello del tracollo dell’aristocrazia – nel suo unico romanzo “Il Gattopardo”.
Una visione, quella del Principe, portata sul piccolo schermo e resa celebre nel mondo grazie alla maestria di Luchino Visconti che ha trasformato l’isola in un set cinematografico indimenticabile, sia per la bellezza delle scene che per la complessità del lavoro di produzione vissuta dagli stessi siciliani, protagonisti attivi del film.
Gli abitanti di Ciminna – paesino dell’entroterra palermitano – ricordano bene quei tre mesi del 1962, quando le riprese (iniziate a Giugno di quell’anno) trasformarono il borgo in un palcoscenico a cielo aperto, dove ogni angolo raccontava una storia. Su consiglio di Gioacchino Lanza Tomasi, Visconti scelse proprio Ciminna per girare le scene che nel romanzo sono ambientate a Donnafugata, grazie alla loro somiglianza. Rendere l’ambiente fedele alla narrazione non fu un’impresa semplice ma la collaborazione dei ciminnesi fu cruciale: ognuno aprì le porte dei propri magazzini che divennero botteghe di gessisti, imbianchini, muratori, fabbri ferrai, elettricisti, falegnami, sarti e generi alimentari.

Fra i luoghi iconici, la Chiesa Madre di Santa Maria Maddalena in cui è possibile ammirare il Coro ligneo, intagliato dal palermitano Giuseppe Attolino, in cui sedeva tutta la famiglia aristocratica del film e il Palazzo Municipale, trasformato nella residenza del principe di Salina.
Artisti come Burt Lancaster (Don Fabrizio Principe di Salina), Alain Delon (Tancredi, garibaldino e nipote di Don Fabrizio), Claudia Cardinale (la bellissima Angelica e figlia del Sindaco di Donnafugata), Paolo Stoppa (nei panni di Calogero Sedara Sindaco di Donnafugata), Ottavia Piccolo (nelle vesti di Caterina), Mario Girotti (nella parte del Conte Cavriaghi), Rina Morelli (nelle vesti della Principessa Maria Stella Salina, moglie di Don Fabrizio), Serge Reggiani (nel ruolo di Don Ciccio Tumeo), Giuliano Gemma (nella parte del Generale garibaldino), l’attore palermitano Pino Caruso e tanti altri vissero, insieme ai cittadini l’atmosfera convivale del borgo.
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Ancora oggi, nelle sale del Palazzo Don Filippo Meli, l’esposizione fotografica permanente curata da Giuseppe Cusmano dell’Associazione BC Sicilia e denominata “Il set del Gattopardo in 300 immagini” racconta i luoghi del Gattopardo a Ciminna e mantiene vivo il ricordo dei ciminnesi, orgogliosi di esser stati parte anche di questa storia. Anche nell’ambito del Ciminna Borgo in Festival, in primavera, saranno ripercorsi e valorizzati i luoghi dei Salina mettendo in risalto anche la naturale bellezza del paesaggio.

