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martedì, Maggio 28, 2024

Rilasciata l’agenda 2024 del quotidiano La Sicilia con protagonista l’enogastronomia siciliana

Un’agenda dedicata all’enogastronomia siciliana a cura di Dse Pubblicità, in collaborazione con l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e il quotidiano La Sicilia.

Un viaggio nella Sicilia delle produzioni agricole di qualità, del cibo e del gusto: 369 giorni alla scoperta di storia, tradizioni, identità e luoghi unici da un punto di vista naturalistico. Questo e molto altro nell’agenda 2024 realizzata dalla Domenico Sanfilippo Editore in collaborazione con l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, in distribuzione in abbinamento al quotidiano La Sicilia, ma acquistabile anche separatamente.

Un progetto, a cura della Dse Pubblicità, che celebra l’Isola della biodiversità e delle eccellenze culinarie, dove non c’è città o paese che non sia associato a un prodotto agricolo, a un piatto tipico, a un dolce, a una specialità gastronomica. Dal pomodoro ciliegino di Pachino all’aglio rosso di Nubia; dalla cipolla di Giarratana ai fichidindia di San Cono; dallo sfincione bianco di Bagheria al pane nero di Castelvetrano; dalle lenticchie di Ustica al miele di Zafferana Etnea; dalla scaccia modicana alle cassatelle di Agira e così via.

Cibo ma anche cultura. La “cultura che si mangia”, con le citazioni di grandi scrittori siciliani del passato e del presente con Sciascia, Verga, Pirandello, Vittorini, Camilleri, Cassar Scalia e Buttafuoco, solo per citarne alcuni, ad arricchire all’inizio di ogni mese le pagine di un’agenda sulla quale scrivere appunti, appuntamenti, frasi, pensieri. Un’agenda che può essere strumento di lavoro e di svago, che “profuma” di carta e ha il sapore della Sicilia: una terra che, nonostante tutto, resta bellissima.

Un viaggio nella Sicilia delle produzioni agricole di qualità, del cibo e del gusto: 369 giorni alla scoperta di storia, tradizioni, identità e luoghi unici da un punto di vista naturalistico

“Un’agenda che – come ha scritto nella prefazione Luca Sammartino, assessore regionale all’Agricoltura – rappresenta «l’occasione di scoprire, giorno per giorno, tutta la ricchezza del territorio siciliano, della dieta mediterranea che protegge la nostra salute, dell’importanza economica, occupazionale e culturale del mondo agricolo.”

Un patrimonio di pratica e sapienza da salvaguardare, sostenere, incentivare. Per creare reddito e tramandare alle nuove generazioni saperi antichissimi. Come la coltivazione delle olive, delle viti, degli agrumi e del grano, che in Sicilia ha una storia che affonda le radici nella notte dei tempi ed oggi è rinomata in tutto il mondo. L’olio, il vino, la frutta e le farine dei grani siciliani (quelli antichi soprattutto) sono diventati ambasciatori nel mondo della Sicilia. Così come lo street food e quella cucina cosiddetta povera (ma che povera non è affatto), che ogni anno calamitano milioni di turisti nelle nostre località.

Cibo buono e luoghi di rara bellezza. Anche di questo si parla nell’agenda realizzata dalla Domenico Sanfilippo Editore in collaborazione con l’assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca, che dedica uno spazio a parchi e riserve naturali istituiti dalla Regione per preservare flora e fauna, assicurando la sostenibilità di tutte le forme di vita. Parchi e riserve naturali fungono così da hotspot di biodiversità, dove la priorità è la conservazione delle risorse, del paesaggio, delle razze tradizionali e delle varietà agricole. Quest’ultime in Sicilia sono tante e diverse fra loro, che non basta nemmeno l’intera agenda di un anno per poterle raccontare.

Ecco perché alla fine di ogni mese è stata prevista una pagina in cui è possibile scrivere ulteriori note. Un modo per aggiungere alla narrazione offerta in questi 369 giorni del 2024 altri prodotti agroalimentari, altri territori, altre sagre, altre tradizioni (sacre e profane). Perché in Sicilia non c’è festa religiosa che non sia profondamente legata a un cibo. Da qui l’idea di celebrare “il cibo dei santi” e la devozione declinata in cucina. Anche questa una delle tessere del mosaico del gusto in salsa siciliana, premiato dall’Igcat (Institute of gastronomy, culture, arts and tourism) con l’incoronazione dell’Isola a “Regione europea della gastronomia 2025”.

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