Inclusi nel provvedimento molti teatri della provincia di Agrigento e di altre prestigiose sedi teatrali siciliane.
L’iniziativa, contenente un emendamento presentato dal parlamentare agrigentino Calogero Pisano, è stata inserita nel maxiemendamento riformulato durante le sedute della Commissione parlamentare Cultura. Tale emendamento riguarda diversi teatri della provincia di Agrigento, tra cui il Teatro Luigi Pirandello di Agrigento, il Regina Margherita di Racalmuto, il Re Grillo di Licata, il Sociale di Canicattì, il del Mare di Menfi, L’idea di Sambuca di Sicilia e il Sant’Alessandro di Santa Margherita di Belice.
Il deputato Pisano ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione della proposta, soprattutto in vista dell’importante ruolo che questi teatri avranno nell’ambito dell’anno in cui Agrigento sarà la Capitale italiana della Cultura nel 2025. Il provvedimento ora passa al Senato per l’approvazione definitiva.
Tra i teatri inclusi spiccano anche il Teatro Massimo Bellini di Catania e il Teatro Massimo di Palermo, entrambi considerati meritevoli di essere dichiarati monumento nazionale. I deputati siciliani di Fratelli d’Italia, Manlio Messina, Eliana Longi, Luca Cannata e Francesco Ciancitto, hanno condiviso la notizia con una nota congiunta.
Il testo approvato contiene un elenco di 408 teatri che potrebbero ricevere il riconoscimento di monumento nazionale. Si prevede che possano essere considerati tali i teatri la cui edificazione risalga ad almeno 100 anni, quelli la cui programmazione sia rivolta ad attività di spettacolo dal vivo con il concorso finanziario pubblico e quelli il cui edificio sia stato riconosciuto di interesse culturale.
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Il Teatro Pirandello di Agrigento, ad esempio, potrà beneficiare di maggiore attenzione e supporto, soprattutto in vista dell’importante evento del 2025 e del trentennale dalla sua riapertura.
La lista dei teatri che potranno essere considerati monumento nazionale include anche numerosi altri prestigiosi teatri italiani, tra cui il Teatro dell’Opera, il Brancaccio, l’Eliseo, l’Argentina, il Valle, il Quirino e molti altri.
L’attuazione di questa legge non comporterà nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ma sarà gestita nell’ambito delle risorse già disponibili secondo la legislazione vigente.

