Noi in Sicilia, quasi per la maggior parte delle province, il nome è “Chiacchiere“, anche se potrà capitarvi di sentire altri nomi strani come: “gnocculi”, “scocche” o “zippule”. In alcuni bar di Palermo le potrete trovare con una colata di cioccolato fondente oppure fatte al forno, per dare l’illusione di una cosa più dietetica.
Si chiamano frappe a Roma, lattughe in Lombardia, cenci in Toscana, bugie in Piemonte o galani in Veneto. La ricetta tradizionale, di origine molto antica, varia di regione in regione. Si possono friggere o cuocere in forno, ma in qualunque caso devono essere fragranti, leggere, ricche di bolle e scioglievoli. Decorate con una pioggia di zucchero a velo, vanno servite caldissime in occasione di una festicciola a tema, una merenda tra bimbi o una cena con degli ospiti.

LA STORIA
Sembrerebbe che gli antichi romani, in onore delle divinità protettrici della fertilità agricola, confezionassero qualcosa di simile che chiamavano “frictilie”. Successivamente, durante il Rinascimento, erano i tipici dolci delle cucine popolari, perché a base di ingredienti “poveri”, come abbiamo già visto: farina, uova e zucchero. Va raccontata pure la leggenda secondo cui le chiacchiere si chiamano così perché la regina Margherita di Savoia chiese al cuoco Raffaele Esposito un dolce adatto alle “chiacchierate” con i suoi ospiti. Da questa richiesta sarebbero nate le chiacchiere, un dolce delicato e leggero, per niente unto, da consumare con le mani anche nei salotti di corte.
INGREDIENTI
500g farina 00
4 uova
1/2 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale
100g burro
1 bicchierino di vino bianco e di malvasia
olio di semi di arachide per friggere
PROCEDIMENTO
Impastate la farina con le uova e lo zucchero. Aggiungete al composto il burro ammorbidito, un pizzico di sale e i 2 bicchierino di vino bianco e di malvasia e lavoratelo con le mani finché risulterà liscio e non troppo duro. Coprite l’impasto con un canovaccio e lasciatelo riposare per circa un’ora. Nel frattempo, scaldate l’olio di semi di arachide in un pentolino con i bordi alti e spolverizzate il piano di lavoro e il mattarello con un po’ farina. Trascorso il tempo di riposo, stendete la sfoglia con il mattarello e, utilizzando una rotellina dentellata, formate delle striscioline lunghe 10-12cm e larghe 1cm. Non appena l’olio sarà caldo, tuffatevi le chiacchere e giratele in modo da dorarle su entrambi i lati. A questo punto, toglietele dall’olio e adagiatele su un foglio di carta assorbente. Infine, cospargetele di abbondante zucchero a velo.
CONSIGLI
Per ottenere delle chiacchiere buone seguite questi consigli: la pasta deve essere stesa sottilissima, una operazione che richiede tempo e un po’ di manualità. Altro piccolo accorgimento è quello di mantenere la temperatura dell’olio sui 170-175°. Se l’avete aiutatevi con un termometro da cucina altrimenti usate la vecchia tecnica di immergere un pezzetto di pasta; se si colora troppo rapidamente riducete la fiamma e aspettate qualche minuto.

