Intervista di Domenico Vecchio
Domenico Vecchio: Pietro, la tua storia è un viaggio straordinario attraverso la cucina e la generosità. Come è nato questo desiderio di dare agli altri?
Pietro La Torre: È iniziato a Canicattì, la mia città adottiva. A diciotto anni, quando arrivai dalla Germania, ho trovato lì una seconda casa. La gente, la cultura, tutto mi ha ispirato. E quel desiderio di dare è nato proprio da quel senso di gratitudine verso la comunità che mi ha accolto.
Domenico Vecchio: Raccontaci della Cena di Raccolta Fondi per la beneficenza. Cosa ti ha spinto a organizzare un evento così importante?
Pietro La Torre: Quella cena è un ritorno alle mie radici. Ricordo ancora il sacrificio della mia famiglia per sopravvivere. Volevo donare qualcosa di significativo, proprio come qualcuno fece per me una volta. La memoria di quei momenti difficili mi sprona a fare di più.
Domenico Vecchio: Hai parlato degli “invisibili”, di coloro che soffrono in silenzio. Come pensi di poter aiutare queste persone?
Pietro La Torre: Voglio rendere visibili coloro che sono nel bisogno, spesso nascosti dalla vergogna. Le associazioni di volontariato sono fondamentali. Con il loro aiuto, cerchiamo di raggiungere quelle persone, offrendo il nostro sostegno e la nostra solidarietà.
Domenico Vecchio: Oltre alla beneficenza, hai anche investito in un parco giochi per la città. Cosa ti ha spinto in questa direzione?
Pietro La Torre: I bambini sono il futuro, sono la luce della nostra comunità. Ho voluto creare un luogo dove possano giocare e sorridere, un piccolo contributo alla loro felicità e al benessere della città.
Domenico Vecchio: Questo impegno per gli altri sembra quasi un ritorno alle origini. Hai parlato di una nuova sfida. Cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro?
Pietro La Torre: È come tornare bambino. Sto pensando a un nuovo ristorante, un nuovo inizio. Una nuova avventura culinaria che possa emozionare, proprio come quando ero un bambino affamato di sapori.
Domenico Vecchio: La Cena di Beneficenza è un evento speciale. Puoi condividere con noi il menu e cosa rappresenta per te?
Pietro La Torre: Questo menu è un viaggio attraverso le emozioni. Ogni piatto racconta una storia di gioia, di tradizione, di innovazione. Ognuno di essi è un messaggio d’amore che spero possa trasmettere ai partecipanti la passione che mettiamo in tutto ciò che facciamo.
Domenico Vecchio: Hai già dato tanto, ma non ti fermi mai. Qual è il tuo messaggio per coloro che seguono il tuo esempio?
Pietro La Torre: Non smettete mai di sognare e di credere nella vostra capacità di fare la differenza. Anche il più piccolo gesto di gentilezza può cambiare il mondo di qualcuno. Siate il cambiamento che desiderate vedere nel mondo.

