A Catania sono stati avviati i lavori per il Museo dell’Etna. Un grande progetto che seguendo il comun denominatore del vulcano come percorso culturale, scientifico ed emozionale, abbraccia la città toccando le corde della rigenerazione urbana. Uno sguardo tra passato e futuro nel luogo che prima accoglieva il vecchio ospedale Vittorio Emanuele, nella zona dell’Antico Corso, cuore storico della città.
Il progetto per la realizzazione del Museo dell’Etna, curato dallo studio di architettura Guicciardini & Magni di Firenze, prevede il restauro, la rifunzionalizzazione e l’allestimento dell’intera struttura museale. Gli interventi dovranno essere completati entro 30 mesi dall’avvio del cantiere.
«Compiamo – ha affermato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – un altro decisivo passo avanti nella riconversione in polo culturale di questo ex presidio ospedaliero, già avviata dal precedente governo. La Regione è protagonista di un intervento che trasforma un edificio storico in una struttura museale all’avanguardia di oltre settemila metri quadrati. Valorizzeremo così l’eccezionale patrimonio rappresentato dal vulcano attivo più alto d’Europa, facendo del nuovo museo un punto di riferimento per catanesi, siciliani e turisti. Al contempo, diamo nuova vita agli edifici non più utilizzati, restituendoli con nuove funzioni alla città, anche grazie alla sinergia con l’amministrazione comunale, le istituzioni dell’alta formazione e l’azienda Policlinico».
Il Museo dell’Etna sarà un polo concepito come luogo di socialità, capace di offrire ai visitatori un viaggio alla scoperta del vulcano e del territorio che lo ospita. Il percorso espositivo analizzerà i diversi aspetti legati alla “Muntagna”, così come viene chiamato il vulcano, da quelli scientifici a quelli mitologici, artistici e antropologici e prevede sei settori: “L’Etna tra scienza e mito”; “L’uomo e il vulcano”; “Musica, letteratura e cinema”; “Gli aspetti naturalistici”; “Osservando il vulcano”; “Usi e costumi del territorio etneo”.
Le due corti interne costituiranno i fulcri espositivi del museo. Nell’ala est, denominata “La corte del vulcano”, verrà realizzato un modello sospeso del vulcano con videomapping e giochi di luce che mostreranno i processi che avvengono all’interno dei condotti magmatici, e poi tappeti interattivi riprodurranno lo scorrimento di un fiume lavico. L’ala ovest, denominata “La corte dei liotri”, vedrà l’installazione interattiva “In volo sul paesaggio etneo”: un pavimento con video led simulerà un volo sopra l’Etna, in alto ci sarà un’installazione con piccoli “liotri” sospesi, mentre sulle pareti verranno realizzate multiproiezioni immersive con immagini del paesaggio etneo.
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La grande corte interna del museo, con una copertura leggera in acciaio e vetro, sarà uno spazio aperto alla città. L’edificio, nella parte superiore, sarà rivestito da una nuova “pelle” che si ispira alla muratura a vista in mattoni e pietra lavica dell’ex Monastero dei Benedettini. Nelle ore serali, il rivestimento sarà illuminato con una luce calda e morbida, dall’intensità regolabile a seconda degli eventi, diventando una lanterna che irradia la propria luce sulla città.
Il Museo dell’Etna sarà inoltre un’occasione di rigenerazione urbana, come ha ribadito anche il sindaco di Catania Enrico Trantino, e uno strumento per fare rinascere la speranza in una zona della città per troppo tempo rimasta emarginata ed esclusa dalle logiche urbane.

