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martedì, Luglio 16, 2024

Anno delle Radici, a Los Angeles i volti e le storie di sei “tesori viventi”

Sono testimoni dal volto antico, custodi di una tradizione che passa sempre dalle mani, o giovani che hanno voglia di trovare una strada che li riporterà alle proprie origini: sei tesori viventi, sei guardiani del tempo che, ciascuno a proprio modo, sono legati alla terra e alle sue tradizioni secolari.

A Los Angeles le foto di sei tesori viventi dei borghi siciliani

C’è Angelo di Sant’Angelo Muxaro, pastore con gli occhi di cielo; c’è Vincenzo di Contessa Entellina che usa la tempera all’uovo su fondo oro per le sue icone; c’è Simone di San Biagio Platani che ogni anno diventa uno dei Madunnara e cuce archi devozionali; c’è Caterina di Isnello che lavora i pesanti “piduni”, c’è Pietro di Giuliana, scultore contadino, c’è Damiano, il mago dei bastoni intagliati, a Bompietro. 

Le loro fotografie sono diventate opere d’arte e sono volate a Los Angeles per una piccola, preziosa mostra allestita all’interno del Villaggio Italia che accoglie la storica Amerigo Vespucci, la nave-scuola della Marina Militare Italiana; e dove, fino a lunedì 8 luglio, si parlerà dell’Anno delle Radici italiane nel mondoe del progetto Italea del Ministero degli Esteri dedicato agli italiani all’estero e agli italo-discendenti.

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La mostra è infatti realizzata da Italea Sicilia, la costola siciliana del progetto. Sulle fotografie – scattate dal giornalista Giulio Giallombardo durante il Borghi dei Tesori Roots Fest, il festival che valorizza il patrimonio dei piccoli comuni siciliani – è intervenuto Domenico Pellegrino che ha gettato un reticolo di trame sottili, pizzi antichi, sogni impalpabili e ricordi che attingono alla memoria collettiva. Sono nate così sei prove d’autore, uniche nel loro genere, già esposte nell’ambito di Iconic Women, la mostra che Pellegrino ha presentato con successo ad aprile scorso alla Design Week di Milano. E oggi le stesse fotografie raggiungono gli Stati Uniti dove centinaia di migliaia di siciliani sono emigrati, restituendo a distanza la memoria ai discendenti di questi protagonisti.

“Il piccolo racconto di una Sicilia che sembra sul punto di scomparire, ma che poi si scopre viva attraverso lampi di umanità. Su questi volti, giovani custodi di antiche tradizioni o anziani testimoni di un’epoca, sono tracciati fili che annodano generazioni, da Isnello a Sant’Angelo Muxaro, da Bompietro a Giuliana, fino a San Biagio Platani e Contessa Entellina”, spiega Giulio Giallombardo. “Su queste immagini, trasformate in segni digitali, si innestano trame sottili, intrecci di cui si sente ancora il peso della mano, l’eco del lavoro fisico – interviene Domenico Pellegrino  Tatuaggio impossibile, mutazione quasi invisibile: forse una sorta di identificazione tra la memoria di una tradizione artigiana tutta locale e la concretezza del corpo, della presenza”.

“Raccontare il meglio dell’Italia”. Villaggio Italia, nella prima tappa di Los Angeles, ha una superficie di 12mila metri quadrati. Seguirà poi l’Amerigo Vespucci negli altri sette porti previsti: Tokyo, Darwin, Singapore, Mumbai, Abu Dhabi, Doha e Jeddah.

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