A Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo, Andrea Cavallotti ha deciso di riaprire l’Antico Molino Piraino, un mulino a pietra che produce farine di qualità da grani antichi e ceci. Il primo a fondare l’attività è stato il suo bisnonno, Andrea Piraino. Il mulino è stato portato a Belmonte Mezzagno nel 1922, ha iniziato l’attività nel 1928 ed è stato il fulcro dell’economia belmontese fino agli anni ’60.
Successivamente con l’avvento dei mulini industriali a cilindri, andò fuori mercato e non poteva più competere e fu costretto alla chiusura. Una delle figlie di Andrea Piraino, Vincenzina Piraino ha portato avanti la memoria del molino che dalla chiusura, nel 1962, è stato utilizzato per produrre farina in una logica di autoconsumo limitato ai familiari. A lei si deve la volontà di non vendere il molino, anche successivamente alla morte del padre avvenuta nel 1968.

L’infanzia e l’adolescenza di Andrea s’intrecciano con la narrazione della storia e degli aneddoti legati al Molino di famiglia, tramandati dalla nonna Stefanina e dalla sorella, propriamente la zia Vincenzina, erede morale della grande tradizione familiare.
Siamo andati a trovare Andrea Cavallotti a Belmonte Mezzagno nel molino che ha rifunzionalizzato e ci ha raccontato impressioni, sensazioni e motivazioni che lo hanno indotto a investire in un progetto che sta facendo rivivere in un antico mulino a pietra, in un piccolo borgo siciliano, i sapori genuini di una volta. Un sogno che realizza grazie alle farine di qualità da grani antichi e ceci e soprattutto all’amore per la Sicilia, dove la coltivazione biologica di questi grani è una pratica agronomica sostenibile anche economicamente, a basso impatto ambientale e ad alto valore salutistico.
Andrea ci descrivi le ragioni motivazionali che ti hanno indotto e riprendere la storica attività imprenditoriale famigliare?
Premetto che sono cresciuto nel mito del bisnonno Andrea Piraino, fondatore del Molino, dal quale ho ereditato la passione e anche il nome. Il mio percorso professionale inizia da musicista dopo aver effettuato un percorso di studi in canto jazz e musica elettronica. Nasco come chitarrista, cantante e produttore musicale, maturando esperienze professionali a Londra, dove ho vissuto pe un periodo di tempo. Ma il richiamo della terra è stato forte. Ho fatto affidamento su una forte predisposizione a elaborare e condurre personalmente lo svolgimento dei miei progetti di vita. La sfida accettata, da musicista a mugnaio si è rivelata difficile nella fase iniziale, anche perché mi sono introdotto in un comparto chiuso, dove le realtà sono condotte perlopiù a gestione familiare esi riscontra una refrattarietà a condividere conoscenze e modalità produttive. Nella fase iniziale non è stato semplice trovare qualcuno che mi desse consigli o da cui apprendere qualcosa .
Quale è stato del mondo dei grandi antichi. Ho scoperto una splendida realtà, un tesoro inestimabile, un giacimento produttivo-culturale non adeguatamente sfruttato e valorizzato.
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Ci racconti i passaggi che in questi anni ti hanno condotto a realizzare il tuo Progetto ?
Una volta conquistato dal progetto e individuata l’idea, in famiglia abbiamo identificato la strategia finanziaria con il sostegno del provvedimento “Resto al Sud”, che si pone l’obiettivo di aiutare giovani imprenditori nella fase di start up con un’idea innovativa. La ristrutturazione inizia nel 2022 e in 12 mesi abbiamo definito il percorso realizzativo. La prima farina è stata molita nel settembre 2023 e le varietà che trattiamo sono: la Maiorca, la Perciasacchi, la Timilia conosciuta come Tumminia, Senatore Cappelli e Russello.
Ci descrivi il processo produttivo del Molino? il momento della svolta che ti ha catapultato da Londra a Belmonte ?
Racconto un aneddoto importante che ha costituito la scintilla da cui è partito tutto.
Mi trovavo a Villa Igiea circa 7 anni fa e in tavolo conviviale si discettava di farine antiche con Nino Aiello, famoso critico enogastronomico, il quale venendo a conoscenza della volontà di ripristinare la funzionalità del Molino familiare, invitò a Belmonte Filippo Drago, il mugnaio rivoluzionario, antesignano della nuova stagione di rivalutazione dei grani siciliani. Da li è scattata la molla e il progetto per rifarlo rivivere. La frequentazione di stages e corsi di formazione, mi ha dischiuso i nuovi orizzonti. L’ approvvigionamento avviene esclusivamente da aziende agricole siciliane che contatto personalmente e di cui conosco nei dettagli le modalità con cui il prodotto viene raccolto e selezionato. Ho quindi chiare garanzie sui metodi di produzioni biologici e sulla tracciabilità del prodotto. Questo ci consente di produrre farine di alta qualità molite a pietra, con materie prime estratte dal bacino di cave La Ferté sous Jouarre, in Francia, le stesse che utilizzava il mio bisnonno, e che non subiscono un grado di raffinazione. La farina molita trattiene una piccola percentuale di crusca e il germe del grano, che contiene sostanze nutritive, vitamine e oli essenziali che conferiscono odori, profumi, odori e sapori inimitabili. Al rispetto della tradizione innestiamo anche un processo d’innovazione attraverso l’introduzione del plansichter, un macchinario che setaccia la farina per renderla leggermente piu lavorabile dai professionisti, senza perdere le caratteristiche del grano da cui proviene. Per chiudere un cenno alla nostra rete di distribuzione che curiamo direttamente e che ha come terminale anche ristoranti e pizzerie gourmet. A questo uniamo la vendita diretta di fronte al mulino dove abbiamo aperto un piccolo store.

